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I. Magistrale S."P.E.Imbriani" |
Amministrazione Provinciale |
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AVELLINO |
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Strumenti Scientifici al Museo Irpino
c.so Europa
Per prenotare visite telefonare allo 0825782184
oppure inviare una e-mail a: liceoimbriani@liceoimbriani.it
Storia
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Nel febbraio del 1993,
un gruppetto di docenti dell'Imbriani fu incuriosito da una delle tante
circolari ministeriali; questa circolare invitava le Scuole a partecipare
alla "Settimana della Cultura Scientifica", allora alla
terza edizione. L'idea fu di partecipare ripescando i vecchi strumenti, non
più in uso, dei gabinetti di scienze delle scuole medie superiori. Tre scuole di Avellino:
l'Imbriani, il De Sanctis, ed il Colletta hanno una storia ormai più che
centenaria e, nel corso degli anni, molte apparecchiature dei loro gabinetti
di Fisica e di Scienze sono state sostituite ed ammodernate; gli
strumenti
vecchi si accatastavano, ormai dimenticati, in cantine e soffitte o lasciati
tra le macerie dei danni provocati dal terremoto del 1980; ma se erano poco
funzionali per la didattica, quei vecchi apparecchi avevano il fascino
dell'oggetto d'antan; se non erano più in grado di misurare potevano ancora
meravigliare l’osservatore per la bellezza della fattura, per il gusto
estetico e per i materiali usati: non plastica stampata, ma legno, ferro,
ottone assemblati con cura artigianale. Quel gruppetto di
professori dell'Imbriani, sino ad allora completamente estranei a questo
campo di ricerca, si lanciarono con passione ed entusiasmo da neofiti nel
progetto cominciando a lavorare sul materiale della loro scuola: partendo da
una attività laboratoriale, manuale e
pratica, di
ripulitura e restauro, si voleva stimolare e si
stimolò negli studenti la riflessione sull'uso degli oggetti, sulle leggi
scientifiche sottostanti, sul significato culturale stesso del recupero di
quegli oggetti, non per il loro eventuale valore intrinseco di antiquariato,
ma perché rappresentavano una testimonianza importante per la storia degli
istituti che li conservano e per la storia della scienza. Incoraggiato dal
successo ottenuto e dal sostegno di molte persone, primo tra tutti il prof. Giuseppe
D'Errico, allora Preside dell'Imbriani, il gruppetto, nel corso degli
anni successivi, riuscì a coinvolgere docenti ed alunni di altre scuole
divenendo un
gruppo
numeroso in cui venivano sfruttate le competenze specifiche di ciascuna
scuola e così, per esempio, alunni e docenti dell'Istituto d'Arte curavano in
maniera particolare l'allestimento delle mostre e quelli dell'IPSIA e
dell'ITIS realizzavano gli impianti elettrici. Il prof.
Pietro Cerreta lodò
l'iniziativa e invitò il l'allora ricercatore dott.
Paolo Brenni
(dell'Istituto e Museo di
Storia della Scienza di Firenze)per una perizia alle
apparecchiature scientifiche delle nostre scuole. Questi venne ad Avellino ed
apprezzò l'iniziativa invitandoci a continuare il lavoro intrapreso, offrendo
il supporto della sua esperienza e competenza. E' doveroso ricordare
il contributo dell'indimenticabile prof. Enrico
Biondi, cui recentemente il L.S. "Mancini" ha voluto
dedicare il laboratorio di fisica, del quale per tanti anni egli fu
responsabile. Ormai in pensione, rispose con entusiasmo all'appello dei suoi
più giovani colleghi, molti dei quali erano stati suoi alunni. Egli portò non
solo le sue competenze scientifiche, ma anche le sue capacità di artigiano (la liuteria era il suo
hobby): come lo scienziato dell'800 sapeva progettare e costruirsi i suoi
strumenti, così il professore Biondi sapeva indicare la maniera migliore di sistemare
una base di legno o lucidare un ottone. Dopo gli strumenti
dell'Imbriani si lavorò a quelli del De Sanctis
e del Colletta: con pazienza ed entusiasmo
furono riesumati, censiti, restaurati e, talvolta resi di nuovo funzionanti
più di trecento strumenti grandi e piccoli. Curando non solo l'antiquariato,
ma anche le nuove tecnologie, furono realizzati ipermedia che documentavano e
catalogavano il lavoro e per sei anni, dal 1993 al 1998, in occasione della "Settimana della Cultura
Scientifica", il risultato di questo lavoro, fu oggetto di una mostra,
ogni anno più ampia. Nell'autunno del 1997 una quarantina di questi strumenti furono esposti nelle sale dell'ex Carcere Borbonico per la manifestazione "Futuro Remoto", organizzata dall'Amministrazione Provinciale: gli stessi strumenti che ora si trovano attualmente in deposito a Palazzo Dorso (ex Casema Litto). In occasione della mostra "Futuro Remoto", ci si augurò che il recupero di questi particolarissimi beni culturali, uscendo dalle scuole che l'hanno realizzato, divenga patrimonio di tutti. Sembrava che l'ipotesi di un Museo Scientifico divenisse più concreta e l'obiettivo a portata di mano. Purtroppo le cose non
sono andate come ci si augurava ed oggi, buona parte della collezione del
Liceo "Colletta" è ritornata in sede, e qualche pezzo addirittura
in soffitta o, rovinata dagli allievi, che non si rendono conto
dell'importanza storica degli strumenti in loro possesso. Il Tecnico Agrario
"F. De Sanctis" ha fatto rientrare tutti gli strumenti in Istituto
e non si sa se questi rimarranno sempre in soffitta. L'Amministrazione
Provinciale non manifesta nessun interesse Storico-Culturale-Scientifico e
quindi non promuove nessun tipo di intervento. L'Amministrazione Comunale in varie
occasioni promette grandi cose, ma di concreto non si vede nulla. Intanto nel corso di questi anni sono state condotte ricerche su:
In occasione di queste iniziative,
sono stati prodotti CD
e cataloghi cartacei, organizzati concerti di musica classica e
rappresentazioni teatrali su tematiche scientifiche ed è stata, inoltre,
costruita
la
meridiana sull'auditorium dell'Istituto. |